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Volere potere dovere

La storia diventa tragedia quando si misura sul “volere” e la storia è violenza quando si coniuga sul “potere”. Sembrerà anacronistico, ma la storia è epica quando parte dal “dovere”. Un bambino che possa e non debba, d’altronde, è un viziato; uno che voglia e non debba, parimenti, è un violento. Ma, mentre qualche bambino (sempre meno) ha ancora la fortuna di essere educato secondo questo principio elementare, pare che tutto sia discutibile all’affacciarsi dell’età adulta: io voglio, dunque posso e non devo niente a nessuno. È il vizio della hybris, della tracotanza, che per Aristotele era capace di deteriorare tanto la retorica, quanto la politica. Allora sorge una domanda: quando il racconto della giornata non quadra, forse non conviene pensare che il problema non stia in soggetti, oggetti e complementi convenuti, ma nei verbi utilizzati?

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di S. Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

[Mt 21,33-43.45]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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