Vocazione martello

È la festa della Dedicazione. È festa perché un uomo, Giuda Maccabeo, forte come il “martello” di cui porta il nome, non ebbe il benché minimo tentennamento a distruggere tutto ciò che non fosse Dio. Oggi è la festa di tutti, perché, grazie a pochi, rinunciammo a molto di nostro, ma ritrovammo tutto ciò che era davvero per noi. Oggi è la festa della fedeltà ritrovata, perché c’é chi fu capace di mettere Dio davanti a se stesso, pronto a perdersi pur di ritrovarLo. Chissà se anche oggi ci sarà chi, tra di noi, sarà capace, con duri colpi di martello mossi dalla forza della vera Fede, di regalare al mondo la festa del ritorno a Dio…

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Giovanni

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

[Gv 10,22-30]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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