Un buon contadino

Qualunque seme è un mistero e come tale va rispettato: non si mettono le mani sul mistero. Poi, però, giunge il tempo in cui questo mistero comincia a rivelarsi e, a questo punto, la differenza è manifesta. Serve un occhio esperto per distinguere, altrimenti si rischia l’intossicazione, perché il cibo è sempre connesso alla vita: o la dona, o la prende. Diciamo che c’è un seme misterioso, una maturazione laboriosa, e un frutto tanto rischioso, da richiedere l’occhio di un esperto. Allora ti propongo una cosa: non leggere questa parabola come il patentino per giudicare chi, accanto a te, sia grano e chi zizzania. No, fai di più: assumi un contadino esperto, uno cui tu permetta di diventare padre del campo della tua vita, perché possa custodire il mistero del seme di ogni tuo giorno, coltivare con decisione la dura terra della tua storia, osservare con serietà ogni tuo frutto, fino ad estirpare ciò che in te è veleno. Perché ognuno di noi ha qualcosa da buttare via, ma nessuno ha il coraggio di farlo…d’altronde, diciamocelo: hai mai visto un campo coltivarsi da solo? Beh, né tu né io saremo i primi: corri ad assumere un buon contadino!

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Matteo 

In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

[Mt 13,36-43]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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