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Spada e chiavi

Due strumenti, due doni nuziali.

La SPADA di chi ha saputo arrendersi, piuttosto che continuare a difendersi. Non è lo sguardo di un guerriero, ma di un ferito; non di un sopravvissuto, però, bensì di un guarito. Perché le ferite le portano entrambi: i sopravvissuti e i guariti. La spada che Paolo oggi consegna al vostro “sì” non è dunque arma, ma testimonianza: è la prova che risolve il mistero dell’amore, perché l’amore rende vincenti coloro che dall’amore si sono lasciati vincere. Non è spada per provocare ferite, ma fuoco che le cauterizza, per illuminare feritoie.

Le CHIAVI di chi, fuggendo la tentazione di cercare altro, ha saputo vedere oltre. Ianitor cæli, si diceva di Pietro, ovvero portinaio. E cosa fa un portinaio? Oltre la porta riconosce un amico: il suo sguardo non è noiosamente fissato sulla porta, ma segue l’avventura del cuore che supera la barriera, fino a trasformarla in incontro. Le chiavi che vi vengono consegnate sono quelle che, di fronte alla quotidiana tentazione di barricarsi, vi permetteranno di non dimenticare che la vostra casa è sicura a motivo di chi per amore non smette di bussare. Non sono chiavi di paura, ma di fedeltà.

#scrivimisulcuore

 

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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