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Sorpresa: già scritto!

Pare tutto detto, tutto scritto prima che questo Vangelo venga pronunciato. È quasi una lista (che tra l’altro oggi va di moda): portare bambino al tempio_FATTO; offrire sacrificio_FATTO; aspettare a morire, per vedere il Cristo_FATTO; assecondare lo Spirito e andare al Tempio_FATTO. Eppure è un Vangelo sorprendente, capace di ringalluzzire anche un anziano sacerdote. Ma come è possibile: fanno ciò che devono fare, e c’è di che sorprendersi? Sì, perché mantenere una promessa è cosa da eroi, attendere senza garanzie è avventura da impavidi e obbedire senza pretendere è il segreto della fanciullezza del cuore. Sorpresa: a seguire una Parola si finisce per scrivere un gran racconto!

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

[Lc 2,22-35]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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