Soffrire da vincitori

Difficile, ma non impossibile soffrire per arrivare a vincere. Eroico è soffrire da vincitori. Giacomo e Giovanni sono disponibili a fare quell’ultimo passo con LUI, perché si fidano, e sanno che oltre la passione ci sarà qualcos’altro. Per questo non sono pronti, non ora: LUI soffrirà, ma, vincendo, li renderà vincitori. E se l’unica vittoria fosse lo stare con LUI, fino a perdere tutto, fino a perdersi dietro LUI, morendo nel suo morire? «Che Dio ce la mandi buona» è l’espressione di una commovente fiducia. «Dio è l’unica cosa buona, sempre» è la confessione di un’audace fede. Il mondo, anche oggi, non cerca testimonial invasati di vaghe speranze: cerca i discepoli di uno che la speranza, invece di cercarla “oltre”, la sappia trovare “dentro” questo oggi della storia.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Marco

In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà». Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

[Mc 10,32-45]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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