“Segugi di passi”

seguire orme«I believe if I’d knew where I was going, I’d lose my way»

Assurdità, almeno a prima vista. Per quale ragione non dovrei sapere la méta, per essere certo di non sbagliare strada? Forse perché i viaggi, quelli importanti, come il viaggio della vita, non dipendono da una méta. Perché dalla méta dipendono le strade e le strade dei grandi viaggi ti fanno perdere lo sguardo, tanto sono vasti gli orizzonti. Allora come si fa? Semplice: i grandi viaggi non si possono fare come “padroni della strada”, ma solo come “segugi di passi”. Non scelgo una méta, ma eleggo una guida. Non voglio delle strade, ma amo delle orme. Ecco la ricetta del grande viaggio. E la méta? Mistero. Mistero che appartiene al cuore di CHI mette i piedi davanti a me. Mistero che riposa nella SUA volontà. Mistero che mi libera: io voglio solo seguirLO, il resto lo fa LUI. Allora smetti di voler sapere tutto della vita: smetti di vivere di appuntamenti fissati, incontri preparati, discorsi troppo “cesellati”. Cerca di sapere solo una cosa: sappi di CHI vuoi fidarti, usa tutta la tua volontà per eleggere questo Volto, e poi seguiLO. E non preoccuparti: mettere la tua volontà nella SUA Volontà non è la fine del tuo viaggio di uomo, ma solo il vero inizio!

«This is not the end of me: this is the beginning!»

PS: le due citazioni vengono dalla canzone I believe di Christina Perri.

#scrivimisulcuore

Dal Vangelo di Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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