Scommetto sulla promessa!

Vincent_Van_Gogh-Seminatore_al_tramontoEssere seminatore non è un mestiere. Se fosse un mestiere, allora vedremmo un uomo che investe, basandosi su calcoli precisi (faccio queste cose, perché ne avrò un ricavo, che posso preventivare con una certa sicurezza). No, essere seminatore è vocazione. Al posto dell’investimento c’è una scommessa («qui c’è effettivamente un’infinità di vita infinitamente beata da guadagnare, una probabilità di vincita contro un numero finito di probabilità di perdita, e quel che rischiate è qualcosa di finito», Pascal), possibile solo perché ci si basa su una promessa («chi perderà la propria vita, la salverà», Gesù). Chi investe in un mestiere si trova ad avere una “vita riempita”: ha tante cose, ma alla fine manca sempre ciò che sazia la sua fame. Chi scommette sulla vocazione ottiene una “vita piena”: forse non ha molto, ma ha TUTTO. Alla fine tocca a te decidere. Se investi su calcoli, avrai una vita da progetto. Se scommetti su una promessa, avrai una vita da sogno.

#scrivimisulcuore

Dal Vangelo di Luca

In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano. Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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