Scarabocchi bellissimi

Ruth OostermanSi chiama Ruth Oosterman. È un’artista famosa nel suo Paese, divenuta ancor più famosa dopo un periodo di “silenzio artistico”, il tempo dell’attesa di Eva, sua figlia. La piccola si mostra da subito affascinata dal carboncino e dalla tela e ben presto comincia ad esprimere la “sua arte”, con linee che sono poi semplici scarabocchi. Ma per lei, per Ruth, quelli non sono scarabocchi. Acquerelli alla mano e, di pennellata in pennellata, dalle righe storte esce una vita, una vita bellissima. Difficoltà? Una: convincere Eva che la “sua tela” poteva diventare “la nostra opera”, cioè sua e della mamma. Perché, finché ti ostini e non accettare che qualcuno si curi della tua vita, farai disastri. Un po’ come quei contadini, che scarabocchiano continuamente su un’opera perfetta, rovinandola: la siepe è divelta per farne bastoni, la fossa dove si “spremeva la vite per la vita” diventa la fossa comune delle vite rubate, la torre di difesa è smantellata pietra dopo pietra per farne un’arma di attacco. E la preziosa, bellissima vigna che volevano così tanto? Devastata dal loro egoismo. Perché la vita è così: se la disegni da solo, se la tieni solo per te è uno scarabocchio insignificante. Se ti apri all’azione amorosa di un Altro…beh: prova e vedi che succede, intanto posso dirti che Eva ora ha dei quadri bellissimi in camera!

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di Matteo [21,33-43.45]

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca frutti». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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