Roccia

Se io dovessi edificare qualcosa di importante, sceglierei un materiale affidabile, però qui le cose funzionano in modo diverso: Pietro non è affidabile e lo si scopre pochi versetti dopo il nostro Vangelo. Perché scegliere lui, allora? Forse perché, anche se non è affidabile, è capace di affidarsi. LUI non cerca una pietra forte, ma una pietra sculturabile, perché la Chiesa non si regge sui suoi figli, ma su Colui che li regge, li rialza e ancora li regge e li rialza in piedi. Pietro è il continuo richiamo all’unico primato da celebrare, cioè quello della Misericordia e l’accomunarlo a Paolo in questo giorno, non fa altro che rafforzare questo ricentramento sull’unico vero protagonista, perché Pietro e Paolo non hanno nulla in comune, se non LUI e quel Suo stile misericordioso che rende persino i fallimenti cosa degna di fiducia. LUI è la fiducia che non posso guadagnarmi: non conosco altro primato, né altra roccia. Io non conosco altro primato che, invece di schiacciarmi, mi faccia sentire roccia.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Matteo

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

[Mt 16,13-19]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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