Ringrazio che non sia un angelo

Ringrazio che il mio confessore non sia un angelo, ma soprattutto che lui sappia di non esserlo. Camminare con un santo è una grazia, mentre camminare con un angelo è impossibile: lui vola. E il problema è che tu lo sai, quindi, dopo un incantevole periodo passato ad ammirare il suo leggiadro svolazzare, deciderai che lui è tanto fortunato, da rendere inutile l’affidargli la tua sfortuna. C’è una solidarietà tanto silenziosa quanto necessaria nell’amicizia cristiana: non ci si racconta i peccati, sennò si rischierebbe la combutta, ma ci si guarda con compassione. E la compassione non è «ci sono passato anche io», ma «ti accompagno all’uscita»: un angelo, vedendo il mio baratro, volerebbe comunque via; un delinquente ci si butterebbe con me; un santo, che cammina su quelle stesse strade, unirebbe la mia lentezza e la sua esperienza, finché non mi abbia portato dalla parte giusta. Diffida da chi vola sopra di te e diffida da chi affonda con te: segui semplicemente chi cammina avanti a te.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Matteo 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

[Mt 7,1-5]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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