Presso la porta

KoppdelaneyI miracoli, quelli veri, avvengono «presso la porta». Hai una ferita e, a furia di conviverci da solo, il dolore diventa tale che gridi al mondo il tuo male e lo fai con rabbia, perché nel frattempo hai scoperto la ferita più profonda: in quel dolore ti sei ritrovato solo, non hai nessuno. Allora il miracolo vero, quello che non osi nemmeno dire a nessuno, è il miracolo dell’incontro per cancellare quella constatazione che suona come definitiva condanna: «non ho nessuno». Il miracolo che chiedi, l’incontro che ti salva prima ancora che guarirti, non può che avvenire alla porta, perché incontrarsi è accogliersi alla soglia, presso quel piccolo tratto di superficie né mia, né tua, ma prima radice di un “noi”. Il miracolo avviene presso la porta, perché solo quando decidi di uscire verso la porta potrai trovare chi ha deciso di essere per te Porta. «Io sono la porta delle pecore: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo» [cfr. Gv 10,9]. Solo presso la porta (ostium) è possibile incontrarsi, perché solo presso la porta ci si può mostrare (ostendere) per chi si è davvero e solo due sono le possibilità: il misero e la misericordia [cfr. sant’Agostino]. O misero o misericordia: non cercare di essere altro, se vuoi passare la Porta della Salvezza!

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di Giovanni [5,1-16]

Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare. Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina?”». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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