Perdersi per donare perdono

east german soldierUna foto passata alla storia: un soldato di Berlino Est alza il filo spinato del severo confine per lasciare che un bambino possa tornare a casa. Era dalla parte sbagliata e quel confine era per lui una condanna, ma un soldato ha cancellato il confine. Credo che questa sia la misura d’amore richiesta per divenire misericordiosi, perfetti: l’amore sconfinato, cioè privato dei confini! Regola dell’amore sconfinato, perfetto: perdersi per donare perdono. Anzitutto si tratta di perdersi cancellando il confine tra il mio cuore e il Cuore di Cristo. Non possiamo dire frasi del tipo «sì, LUI perdona, ma per LUI è facile: il suo Cuore è divino»: beh, il mio cuore dal giorno del Battesimo com’è? Divino, quindi dobbiamo cancellare questo confine che ci separa da LUI, per divenire simili a LUI, che si è fatto trafiggere il Cuore per salvarci, per dirci che nemmeno il tessuto cardiaco si interpone tra noi. Bisogna poi perdersi cancellando il confine tra ciò che è mio e ciò che è tuo. I miei diritti, le mie cose, i miei pensieri, i miei pregiudizi, i miei amici…: basta! Questo confine ci tiene sempre sul piede di guerra, perché ci fa sempre giocare in difesa, con i mitra puntati verso chiunque osi ficcare il naso. Infine, perso il confine tra il nostro cuore e quello di Cristo, tra ciò che è mio e ciò che è tuo dobbiamo fare un passo spaventoso: eliminare il confine tra il giusto e il peccatore. Non possiamo farlo prima, perché dobbiamo compiere questo passo nella Verità di Cristo e nella comunione autentica. Ma poi ci tocca: abbattere questo confine non significherà dire «bravo!» a chi ha sbagliato, ma dirgli «torna, la porta è aperta». Quel soldato non si è messo a spiegare al bambino che era dalla parte sbagliata al confine. No. L’ha fatto tornare a casa, perché chi ha sbagliato può guarire solo a casa sua. Perdersi per donare perdono: senza quest’arte tu magari ti sentirai nel giusto, ma sarai circondato da dispersi e sarai un vero perdente.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di Matteo (5,43-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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