Pastorale semplice

Note per una pastorale semplice. Per prima cosa, fai ciò che è giusto che tu faccia, perché ogni chiamata autentica esprime la sua rivoluzione attraverso la tua obbedienza. Secondo: guardati attorno, perché niente è più falso di un Dio solitario, dal momento che “a tu per TU”, qui fa sempre “noi”. Terza nota: se uno ha un peso, a te è chiesto di sollevarlo, o perlomeno questa è la tua prima missione. Quarto elemento: fuggi l’ipocrisia, perché è vero che credi ciò che vivi, non il contrario. Ultima nota: ama con un amore forte di compassione, così sei sicuro di non sbagliare.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Luca

In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio. Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato». Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?». Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

[Lc 13,10-17]

Share on facebook
Share on google
Share on twitter
Share on linkedin
Share on pinterest
Share on print
Share on email
don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

Iscriviti alla newsletter!

Copyright 2018 © All rights Reserved