Oltre l'ostacolo

hurdlesLa parola “scandalo” fa riferimento ad un ostacolo che si trova sul proprio cammino. Questo ostacolo può addirittura diventare una trappola, che rischia di impedire di proseguire verso la méta. Il primo ostacolo che troviamo nella corsa verso di LUI è il nostro peccato. Non dico questo o quel peccato, ma il nostro dire continuamente «peccato», quel voltarsi indietro malinconico che ci fa fare alcuni piccoli passi nella Fede e poi ci fa rimpiangere quella “finta libertà” che era il nostro tutto. Perché la corsa può anche essere disseminata di ostacoli, ma se tieni lo sguardo fisso sul traguardo, su di LUI, allora nulla ti potrà fermare. Se, invece, cederai alla tentazione di voltarti indietro, allora quell’ostacolo diverrà trappola e ti troverai a terra, dopo averci sbattuto contro. Se vuoi correre, allora devi fissare la Méta! Beato chi, fissando lo sguardo su Cristo, non dice mai «peccato», chi corre senza stancarsi, ma soprattutto senza voltarsi: beato chi ha scelto LUI e non rimpiange nulla!

PS: su un piccolo foglio prova a segnare tutti quegli istanti in cui, da qui a sera, troverai talmente scomodo l’essere cattolico da farti dire «peccato: guarda quelli come sono liberi e felici senza Cristo!»…ti renderai conto di quanto sia facile “scandalizzarsi di LUI»!

#scrivimisulcuore

+ Dal Vangelo di Luca (7,19-23)

In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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