Non stupidi, ma tonti

La profezia non è una maledizione, ma il racconto di una profonda verità: non siamo sordi e ciechi perché “iellati”, ma siamo “iellati” dalla nostra sordità e cecità. Diciamocelo: non siamo stupidi, siamo semplicemente tonti, perché per credere non bisogna essere capaci di capire chissà che, bensì basta ascoltare e guardare. Forse la vita cristiana è troppo semplice per noi, che preferiremmo una cosa complessa, che richieda tempi e modalità specifiche d’uso, e invece no, la vita cristiana, che speravamo essere il volo più unico della nostra vita, si presenta ordinaria quando il sentire e il guardare. «Ma io speravo di prendere appuntamento per un volo!», frigniamo senza vergogna nella preghiera. «Ascolta il vento e guarda il cielo, tonto: stai già volando!», risponde LUI, vero e beffardo come la profezia che ci ridesta.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Matteo

In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!».

[Mt 13,10-17]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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