Mani tese verso un “tu”

mano-tesaL’uomo cattura il mondo con il suo sguardo. Potenti sono gli occhi dell’essere umano: raccolgono, comprendono, fanno tesoro. E poi tocca alle mani. È quasi automatico: inquadrato l’obiettivo, l’arto parte, si getta nel vuoto e si tende con ogni energia possibile. La mano dell’uomo: barca che porta il cuore sull’orizzonte compreso dagli occhi. Ma ci sono due modi di tendere la mano. C’è una mano che si avvicina attraverso un indice puntato e c’è una mano che si avvicina completamente aperta. La prima è la mano dell’accusa, la seconda dell’accoglienza. La prima è la mano del superbo, la seconda del cristiano. Perché accade questo? Perché tutto dipende da cosa tieni davanti agli occhi. Se fissi lo sguardo su quel che uno fa, allora confonderai peccato e peccatore. Se fissi lo sguardo su quel che uno è, allora riconoscerai sempre la persona dietro il peccato. Sei cristiano? Bene, vivi a mani aperte: accogli la persona per quel che è e allora, solo allora, guarirai anche quel che fa.

#scrivimisulcuore

Dal Vangelo di Luca

In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!». Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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