Le donne lo sanno

C’è una regola pastorale scritta nelle donne evangeliche: sprecare fino a morire. E forse è proprio questo il “genio femminile”, di cui dovremmo metterci in ascolto, per imparare di nuovo a sprecare tempo per accudire, sprecare silenzi per ascoltare, sprecare prospettive per accompagnare, sprecare lacrime per compatire, sprecare talenti per servire, sprecare tesori per amare. «Le donne lo sanno», direbbe qualcuno, e proprio i Vangeli di questi giorni lo ricordano con insistenza che la Chiesa è costitutivamente donna, sposa. A noi il compito di sprecare qualcosa per smettere di fare l’ammortizzatore sociale e tornare a dare vita al Regno.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Giovanni

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

[Gv 12,1-11]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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