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La meta e l’amico

Se perdi la meta, la misura della corsa diventa la competizione. Perché, se non ricordi di guardare avanti, cominci a guardarti intorno e da sentinella diventi soldato. Le grandi amicizie non sono la somma di importanti addendi, ma il prodotto di semplici moltiplicandi per un grande moltiplicatore. «Seguimi» è il comando che libera il passo di Pietro dalla pesantezza del confronto, donandogli la leggerezza della comunione. Dunque, prima di cercare un amico, scegli la meta e poi non smettere mai di sceglierla, per essere capace di accogliere ogni compagno che la strada vorrà donarti.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Giovanni

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

[Gv 21,20-25]

don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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