In silenzio custodire

Custodire significa fare silenzio nel cuore perché rimanga sempre libero lo spazio per accogliere il padrone di casa. Custodire la casa è il primo passo, quello dello sguardo grato di fronte alla vita riconosciuta come dono e mai interpretata come proprietà. Custodire quelli di casa, perché gli occhi siano sempre aperti sui piccoli che mendicano la mia attenzione, vere provvidenze che ridestano nel mio cuore il fuoco del sacrificio. Custodirmi come parte della casa, perché le braccia lavorino le cose e abbraccino le persone, così che siano laboriosità e tenerezza a ricordarmi di essere posto nel mondo come collaboratore della creazione e fratello nella famiglia dei figli. E serve silenzio, non tanto quello delle parole, ma quello dei sentimenti, perché il cuore, certamente capace di generosità eroica, sa anche essere un gran mormoratore, capace di coprire con i suoi brontolii i suggerimenti dello Spirito. Allora proponiamoci un esercizio di custodia oggi: silenzio nel cuore, voce alla Parola e la risposta sarà la vita intera, nella quale il cuore silenzioso avrà spinto il sangue della Parola che salva.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Matteo 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo. Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni. Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».

[Mt 24,42-51]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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