Il segreto del ladro e dell'amante

secretIl segreto è un luogo, il luogo dove abita la verità. Nel segreto del cuore abita il desiderio, quello vero, quello che muove i passi di tutta la vita. E questo segreto è segretamente svelato solamente a quelle persone che sono speciali, proprio perché puoi riconoscerle come custodi del tuo cuore. Nel segreto non abita semplicemente la verità di te, ma nel segreto puoi fare verità sulla tua esistenza. È un luogo semplice, infatti, dove stanno solamente due possibilità: nel segreto o sei ladro o sei amante. Perché solo il ladro e l’amante agiscono nel segreto: il primo per prendere, il secondo per donarsi. Se vuoi conoscere se tu stia agendo bene o male, allora devi gettare luce nel segreto del cuore, mettendo da parte tante belle parole, con cui spesso ci scusiamo: sono ladro o amante? Quella radice del tuo agire è la verità di te, dunque impara a conoscerla, riconoscerla, coltivarla, formarla. Nel segreto del “chiamare in disparte” la mamma di due discepoli prova a “trafugare una raccomandazione” dalle mani di Cristo (guardiamola con Misericordia: quale mamma non lo farebbe?). Gesù, da parte sua, non fa altro che comunicarci tutto di Sé nel segreto. Lo fa anche oggi, nel segreto di quelle parole sussurrate nella Consacrazione, vera comunicazione, dono di un Cuore che, seppure indegni, non fa altro che reinserirci nella Comunione del Cielo, trasformando con somma pazienza un povero ladro in un buon amante.

NB: poche chiacchiere, per favore. Non c’è molto da ragionare: se affronti le cose o incontri le persone con l’intento segreto di uscirne arricchito, allora sei ladro. Donati, perditi nell’altro e sarai amante, unica via per essere realmente amato.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di Matteo [10,17-28]

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà». Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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