Il presepio di Betlemme

E Maria, mentre giungiamo alle porte del Natale, ci prende per mano per raccontarci ancora quel ricordo inesauribilmente meraviglioso di Nazareth. Perché il Natale si prepara come il presepio, mettendo in buon ordine i pezzi della nostra vita che guardano al Signore: lavoro di memoria quello che ci tocca in questo giorno santo. Te lo ricordi quel pastore che sei stato, quando le strade sembravano confusione e dispersione ma tu hai rivolto gli occhi al Cielo, fidandoti del suo segno? Porta a Betlemme questo pastore! Te lo ricordi quel sognatore che sei stato, quando hai lasciato crescere in te un desiderio più forte di ogni notte che ti circondasse? Porta a Betlemme questo sognatore! Te lo ricordi quell’Angelo che sei stato, quando per qualche tempo la Grazia è stata tanto grande da farti assaporare la Bellezza della Vita piena? Porta a Betlemme questo Angelo! Te lo ricordi quel bue, te lo ricordi quell’asino che sei stato, quando hai scoperto che la cosa più grande che potessi fare per chi amavi era semplicemente stargli accanto? Porta a Betlemme quel bue e quell’asino. Porta a Betlemme ogni tuo ricordo di LUI, ogni tratto della tua terra che, mettendosi nelle Sue mani, è diventato Cielo. Perché questo è il tempo in cui ogni attesa si ricorda che ciò che conta è l’Atteso.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Luca

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

[Lc 1,26-38]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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