Il meglio non conosce calcoli

Ieri ho incontrato una persona che è vicina a perdere tutto. La sua storia filava dritta lungo file di calcoli successivi, che portavano alla situazione disperata attuale. Eppure, nonostante la cifra disastrosa, quegli occhi avevano la luce di una vita che sapeva ancora gridare e non si rassegnava ad assumere il valore di un calcolo. Perché nessun uomo è un calcolo e nessuna vita si comprende calcolandola. Ecco perché Cristo è la risposta: ti sconvolge continuamente, superando i limiti del tuo ottuso calcolare. «Sai quanto ho lasciato io per Te?», chiediamo sovente con Pietro. Ebbene, stàccati dal foglio sul quale hai frettolosamente tirato la riga per vedere se la cifra (ancora provvisoria) dimostrasse la bontà del tuo investimento e comincia a guardare che cosa è accaduto intorno a te: il bene è moltiplicato, il male ha un senso, il futuro ha un nome. E questa moltiplicazione di bene è incontenibile, sta sempre un passo avanti; e sulle macerie di tante pagine di vita frantumata dal dolore puoi gettare lo sguardo di chi veda nel detrito il frammento di un’opera, di un mosaico; e poi spalanchi l’orizzonte in avanti, perché ci saranno anche tante incognite, ma uno solo è il finale e sa di casa.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Marco

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno i primi».

[Mc 10,28-31]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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