Frutti coronati di spine

fichi d'indiaLa opuntia ficus-indica (fico d’India) è davvero una brutta pianta. Se tu la guardi ti viene da allontanarti. Quelle spine, così minacciose, ti fanno dire: «andiamo da un’altra parte». Ecco la prima impressione: totalmente negativa. Ma, se pazientemente attendi che la pianta faccia il suo cammino, ne conoscerai i frutti. Allora tutto cambia. Cambiano i profumi, i colori, l’aspetto: tutto del fico d’India si mostra nella sua verità, quando arrivano i frutti. Se vuoi vivere questa esperienza dolcissima, però, devi essere paziente. Paziente nell’aspettare che la pianta cresca e, una volta cresciuta, che arrivi la stagione dei frutti. E poi ancora paziente nell’attendere che maturino e paziente nell’avvicinarti a coglierli, se no ti fai male. La regola di una pianta sono i frutti. La regola della vita è la pazienza, «per cogliere i frutti coronati di spine che crescevano, corallo, sulla pietra…» (Elio Vittorini). Pazienta, perché ogni stagione e ogni spina contribuiranno alla dolcezza del frutto!

#scrivimisulcuore

Dal Vangelo di Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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