Forse Santità

Forse Santità è il coraggio di andare a pregare, senza nascondere i calli delle mani che hanno lavorato, quasi fossero un incidente di percorso. Forse Santità è il coraggio di parlare di LUI, attraverso quel linguaggio a volte semplice e a volte complesso del nostro quotidiano, disarmati di ogni tecnicismo religioso. Forse Santità è il coraggio di stare tra i piedi, senza la paura di far anche inciampare per correggere. Forse Santità è il coraggio di essere credenti, laddove sappiamo esserci solo incredulità. Forse Santità è semplicemente il coraggio di essere il falegname che siamo. E ognuno, a modo suo, è falegname.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Marco

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

[Mc 6,1-6]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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