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Dove vai?

«Io esco», «Quando torni?». Domanda di casa che diventa prigione: è più importante il rientro della meta. Questo perché, ad essere onesti, è più facile attaccarsi che seguire. Eppure all’allontanarsi dell’amico dovremmo spendere solo parole di fiducioso augurio, piuttosto che di pretenzioso richiamo. Ma è difficile, tanto difficile da essere peccato originale e originante, perché l’attaccamento è la prima causa di morte dell’amore. «Io esco», «Dove vai?»: ora posso andare ovunque e, in un modo o nell’altro, ritornerò. 

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Giovanni 

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

[Gv 16,5-11]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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