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Di[s]grazie

Se moltiplichi “grazia” ne risulta “grazie”: la gratitudine è il moltiplicatore della salvezza! Forse per questo la grazia del pane che sazia si pronuncia “grazie” nell’Eucaristia che moltiplica la speranza. La gratitudine è il carburante della speranza e la speranza non è l’inerme incanto di chi attenda chissà che, ma la “faccendosa contemplazione” di chi attenda a ciò che c’è. Al mondo non manca la “grazia” da invocare ma i “grazie” da pronunciare.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Luca

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

[Lc 17,11-19]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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