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Di lui, per tutti

È bello seguirlo, ma non bisogna illudersi: non c’è tempo per appartarsi. Tu gli stai dietro e lui ti porta lontano; tu ti avvicini e lui ti lancia. Fede non è fissare lui ma riflettere il suo sguardo su ciascuno: è un’intimità che, maturata nella solitudine contemplativa del monte, ti spinge attraverso la moltitudine bisognosa dei pianori. Adoratori, imitatori, servitori; in una parola “apostoli”.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo San Luca

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

[Lc 6,12-19]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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