Di Luce in riflessi

Il Vangelo brilla come il Sole ed è tanto potente da moltiplicarsi in infiniti riflessi, più o meno intensi. Ed è sciocco pensare di scartare i riflessi, quasi non valessero nulla; ma è tragico accontentarsi di essi. Vedi un riflesso? Ama il Sole e in nome di quel Sole ama ogni riflesso! Forse è così, di Luce in riflessi, che Gesù guarda agli scribi e farisei: insegnare è consegnare pesi, guidare è sostenere pesi; chi insegna ascoltalo, chi guida seguilo. Ma ricorda: la meta non è un’idea, ma una casa, quindi bisogna camminare fino ad entrarci. I primi cristiani chiamavano il loro credo “la Via” e penso fosse una definizione tanto antica quanto profetica. Oggi litighiamo per decidere chi di noi possegga “la Verità”, ma forse abbiamo dimenticato che la Verità si può solo cercare, di Luce in riflessi, e che la nostra fortuna non è quella di possederla, ma di conoscere “la Via” che certamente ci condurrà a viverla questa Verità. Ascolta, guarda, ammira ogni riflesso e cammina nella Luce!

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Matteo 

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

[Mt 23,1-12]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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