Dalla terra

Un Vangelo pieno di terra: gente seduta “per terra”, gente fisicamente e spiritualmente “a terra”, gente moralmente “terra terra”. Tutto parte da terra, finché qualcuno mostra di aver Fede e fa la strada al contrario, partendo dal tetto. Perché forse Fede è prendere la vita dall’alto, senza scartare la terra, ma proprio volendola salvare: non ci si può innalzare sino al Cielo, ma il Cielo può alzare la terra. E sarà proprio quell’uomo “a terra”, che con l’aiuto di amici è “ripartito dal Cielo”, a dover completare l’opera sollevando il suo lettuccio, la sua condanna, la sua terra. Da qui inizierà il suo viaggio nella giusta direzione, «per astra ad aspera» (cf. Cicerone).

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Luca

Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?». Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico -: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio. Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

[Lc 5,17-26]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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