Com’era

«lasciata la folla, lo presero con sé, COSÌ COM’ERA, nella barca», perché andava bene comunque, l’importante era stare con LUI. Era troppo stanco per remare con loro? Non importava, era comunque la loro forza. Era troppo assonnato per indicare loro la rotta? Non importava, era comunque il loro porto. Era troppo debilitato per custodire la loro vita? Non importava, era comunque la loro salvezza. Ma poi arriva la tempesta (perché le tempeste arrivano sempre) e spazza via tutto: smettono di “prenderlo COSÌ COM’ERA” e lo cercano “così come dovrebbe essere”, perché quando il gioco si fa duro viene spontaneo cambiare le regole per vincere la partita. Dietro le emergenze sparisce l’Amico, il Maestro, l’Amato; ma basta un istante di fiducia all’Amore, perché tutto torni perfetto, COSÌ COM’ERA.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Marco

In quel medesimo giorno, verso sera, disse Gesù ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che moriamo?». Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».

[Mc 4,35-41]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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