Eco di novità

Novità non è scaricare ciò che era prima di me, ma prenderlo in carico. È come inseguire l’eco della voce in una bella valle sonora: cambia la geografia, si trasfigura il suono, ma la voce è sempre la stessa. Novità è fedeltà ad una parola che, correndo in avanti, sa rendere sempre originale, perché sempre riconduce al suo primo fiato.

#scrivimisulcuore

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Mi sarai ancora amico?

Tu che mi ami,
quando il mare dei tuoi giorni
diventerà la soglia di un addio,
mi sarai ancora amico? (altro…)

Non è un capro, ma l’Agnello

Al centro della religione ebraico-cristiana c’è l’idea che Kant aveva tanto celebrata di qualcuno che dà la sua vita per i suoi amici, senza che lo si costringa a farlo. L’idea dell’offerta d’una vita che è il contrario di quella del capro espiatorio, della vittima espiatoria sacrificata per punizione, per una sorta di rappresaglia di un dio malvagio e geloso. Non si tratta di una figura politica, ma è una figura che, all’orizzonte del politico, può introdurre l’idea d’una generosità, di ciò che io chiamo talvolta l’incognito del perdono, che consiste nella considerazione, nel rispetto di ciò che v’è d’insostituibile in ogni persona. Le persone possono essere dal punto di vista sociale relativamente sostituibili, tuttavia v’è in esse fondamentalmente una sorta di fraternità, che oggi è diventata una fraternità senza padre, la cui sorgente è la singolarità di ognuno come imago dei.

[Paul Ricoeur]

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Ti abbiamo tradito, Signore

O albero fecondo e glorioso,
ornato d’un manto regale,
talamo, trono ed altare
al corpo di Cristo Signore.

O croce beata che apristi
le braccia a Gesù redentore,
bilancia del grande riscatto
che tolse la preda all’inferno.

Ave, o croce, unica speranza,
in questo tempo di passione
accresci ai fedeli la grazia,
ottieni alle genti la pace. Amen.

#scrivimisulcuore

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Prima scelta, seconda possibilità

A chi potrà mai bastare una sola possibilità? Quanto sarebbe ingiusto un mondo, che non contemplasse la possibilità di errore: sarebbe semplicemente disumano! Disumano non sbagliare, diabolico non perdonare: la giustizia di Dio non ama giustiziare, perché preferisce giustificare. Per Dio noi siamo la prima scelta e per questo Lui è disposto ad essere la nostra seconda possibilità.

Könnte nur eine Möglichkeit ausreichen? Eine Welt würde ungerecht, wenn die Fehler nicht vorgesehen wären: es wäre daher einfach unmenschlich! Außerdem ist es unmenschlich keinen Fehler zu machen und es ist diabolisch nicht zu vergeben. Gott liebt nicht hinzurichten, weil er zu rechtfertigen bevorzugt. Wir sind für Gott die erste Wahl. Aus diesem Grund ist er bereit unsere zweite Möglichkeit zu sein.

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Carestie nel deserto

Grazie per avermi dato questo deserto, così che anche le mie carestie, in questo cammino di fede, possano sentirsi di casa. (altro…)

Senza sperare nulla

Sperare nulla. Indicazione chiara, ma anche terrificante: non significa forse abbandonarsi alla disperazione, cioè all’assenza di speranza? No, perché disperato non è chi non abbia nulla da sperare, ma chi non riconosca nessuno in cui riporre la speranza.

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Chi è più felice?

Ma è più felice uno a cui vada tutto bene o uno a cui vada bene tutto? Lui li guarda e li vede beati, felici, non perché loro vadano sempre bene, ma perché Lui gli vuole bene comunque.

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Spacca il cuore

Vibrano le porte del Tempio, dice Isaia, perché la vera dimensione del Tempio è il mondo intero; vibrano le porte del cuore di Simone, perché l’amore spacca il cuore, così che sia sufficientemente grande per essere vivo.

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Dramma, non tragedia

Il dramma è la possibilità di scegliere bene o di scegliere male. La tragedia è l’impossibilità di scegliere. L’eroe è chi, sino alla fine, prova a fare la scelta giusta. Ora che hai davanti agli occhi i confini del palco…lets act!

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