Carissima Maria

Carissima Maria, infuocata apostola mia,
chissà che provi ogni anno a quest’ora…

«Quando vedrò il suo volto?», sembra dire, scolpendo su pietra, il tuo ormai silenzioso pianto…perché tu sei maestra anzitutto dell’assenza. Stai lì, davanti ad una pietra, con la stessa passione con cui stavi ai Suoi piedi: ascolti il Suo silenzio con la stessa obbedienza che sapevi riservare alla Sua Parola.

Ed è forse per questa passione consumata fino all’assenza che tu sei diventata, prima nel segreto del giardino e poi nella frenesia della strada, l’apostola degli apostoli: perché tu non ti sei attardata ad aspettare LUI, tu LUI l’hai seguito. E non ti importava del doloroso scherno del Calvario, e nemmeno del vergognoso gesto del deporre il condannato sconfitto, e nemmeno dell’inutile contravvenzione al riposo per sostare davanti alla tomba chiusa.

Non hai aspettato la luce per seguirLo, ma ti sei fidata dei Suoi passi: nel buio sono passati e tu nel buio li hai seguiti. Amore incondizionato: ecco il segreto per vivere l’assenza. E così la tua vita si dilata al punto da toccare la Sua, fino a lasciarti stringere da LUI, senza mai chiedere di essere liberata, perché la tua libertà è la Sua volontà, anche quando si esprime con il silenzio.

Serve l’amore incondizionato che appassiona fino all’assenza per vivere il silenzio. E il silenzio, per molti voce graffiata della perdita, è invece spazio libero per una presenza che non sia proprietà, ma appartenenza. Forse avevi bisogno di questo passaggio, di questa Pasqua: l’assenza del Maestro, nel silenzio, ha pronunciato il tuo nome di discepola. Non è più “il tuo Maestro”, perché ora sei tu “la Sua discepola”: è un cambio di proprietà.

Allora accompagnaci tu presso i dolorosi silenzi delle nostre tombe, sii il fuoco che manca al nostro cuore per ascoltarne il silenzio, indicaci tu la pietra pesantissima delle assenze che piangiamo, così da insegnarci il valore dell’attesa, il crogiolo del distacco.

Ecco: staccati dalla terra che sempre temiamo di perdere e agganciaci al Cielo cui possiamo appartenere! Tu hai conosciuto la bellezza dell’Assente: parlaci ancora di LUI e insegnaci a non dimenticare il Suo Volto!

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”.

[Gv 20,1-2]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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