Camminare con le mani

imparare a camminareÈ bellissimo vedere un bambino che, sorretto da mamma e papà, impara a camminare. È bellissimo perché è veramente libero nel suo muovere i passi. Lo guardi e sorridi perché lui ha un sorriso enorme sul volto. Lo guardi e ti stupisci perché i suoi occhi sono pieni di meraviglia. Bella questa libertà del cammino del bambino. Negli anni poi svanisce, fino a trovare strade piene di adulti che sì, camminano con maggiore agilità, ma con volti cupi e crucciati, magari anche con occhi fissi sullo smartphone che ti gestisce la vita. Che cosa è cambiato? Quei piedi insicuri sono anche migliorati con gli anni, dunque perché il cammino non è più così bello, così libero? Perché il bambino non cammina con i piedi, ma con le mani. Il segreto della sua libertà sta in quella scelta di mettere la mano nella mano del papà e della mamma. Da quel momento si fida e si gode il cammino. Il cammino libero è quello mano nella mano. È il cammino che sembra quasi un volo, perché puoi permetterti di non puntare tutto sui tuoi piedi. Se cammini con entrambe le mani libere, fai attenzione: il tuo cuore non è libero e il tuo passo è svuotato di gioia e meraviglia. Impara ancora a camminare con le mani!

#scrivimisulcuore

Dal Vangelo di Marco

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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