Avvolti di cielo

È incredibile pensare che, mentre noi sogniamo di toccare il cielo con un dito, Dio sogni di abbracciare la terra con il cielo. E, se è vero che il nostro sogno si infrange sul muro invalicabile della distanza che da soli non potremo mai superare, Lui ha scelto di fare l’unica cosa necessaria: abbassarsi. Abbassarsi nella semplice domanda che rieduca e riconverte con pazienza il cuore: «chi è come Dio?»; abbassarsi facendosi “forza” nella nostra debolezza, perché la risposta alla domanda trovi sempre un cuore tenace nel viverla; abbassarsi facendosi “medicina”, perché le ginocchia ammaccate trovino sempre la cura che le rimetta in cammino. Abbassarsi nel Figlio, che donandosi dona il Cielo e lasciandosi innalzare attira in altro la terra. E non è un sogno da toccare con un dito, ma un cielo intero in cui avvolgere la vita.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Giovanni

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

[Gv 1,47-51]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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