Apocalisse, cioè Bellezza

Libearation DachauL’uomo può fare grandi cose. Può spingersi in alto, producendo bellezza. Ma poi accade che tutto crolli e in quel crollo tanti sono coinvolti. Ti senti povero, piccolo, inutile: quando tutto quello che ammiravi intorno a te finisce, allora ti senti un nulla. Quando tutto crolla, quando sei quasi ridotto alla fame perché il tuo nutrimento ti viene a mancare, quando sei scarnificato dal lutto, allora è tragedia. No, non è esatto: è Apocalisse. È l’augurio di questi giorni di Vangelo scomodo. Perché la tragedia ti abbatterebbe definitivamente, mentre l’Apocalisse, che significa “svelamento”, ti obbliga ad aprire gli occhi. Sì perché magari tutto crolla, ma tu, anche se tutto ferito, sei qui. E tu sei Bellezza, il resto era solo apparenza. Perché Dio a volte permette che quel che hai fatto crolli, così che tu capisca che era solo una torre di Babele. Grande, alta, geniale, certo, ma era una condanna: chi vive a Babele, vive della torre e dimentica l’uomo. L’Apocalisse abbatte le torri umane e svela, libera l’uomo. E Dio ama questo uomo che sei tu, perché tu, solo tu sei riflesso della vera Bellezza!

#scrivimisulcuore

+ Dal Vangelo di Luca (21,20-28)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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