Ad un passo dal “tutto”

Ad un passo dal “tutto” arriva la tentazione del “di più”. Non dovrebbe sembrare strano, perché a ben guardare accade in ogni ambito della nostra vita: “l’affanno dell’ultimo minuto” morde la preghiera («ho già fatto abbastanza, no? Ora posso anche smettere»), morde l’amore («mi pare di aver già dato, ora avrò ben diritto a qualcosa per me?»), morde la stima di te stesso («al massimo finisco un’altra volta, ora faccio altro»). Il compimento ci fa paura, perché è una scommessa ardua: ad un passo dal fine siamo nel punto di massima e desolante fiducia, perché abbiamo speso praticamente tutto e in tasca ancora nulla. Eppure, per avere il tesoro, ti basterebbe quell’ultimo centesimo che trattieni…è facile avere “di più” di un centesimo e troverai molte offerte, ma ti basta solo un passo e finalmente avrai “tutto”: non svendere l’ultimo passo!

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Matteo

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù. Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate tin città, da un tale, e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

[Mt 26,14-25]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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