Non tornare

Se non sei capace di lasciare tutto quello che hai, tutto quello che sei, obbligherai ad un ritorno da prigioniero. Perché ci sono legami che sono legacci, quasi elastici che rendono più violento il ripiegare, quanto più è stato audace l’andare. Beata quella casa in cui il passato è eredità per i vivi e non prigione per i morti: viva chi tiene tanto all’amore da lasciare (al)l’amato!

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Spada e chiavi

Due strumenti, due doni nuziali.

La SPADA di chi ha saputo arrendersi, piuttosto che continuare a difendersi. Non è lo sguardo di un guerriero, ma di un ferito; non di un sopravvissuto, però, bensì di un guarito. Perché le ferite le portano entrambi: i sopravvissuti e i guariti. La spada che Paolo oggi consegna al vostro “sì” non è dunque arma, ma testimonianza: è la prova che risolve il mistero dell’amore, perché l’amore rende vincenti coloro che dall’amore si sono lasciati vincere. Non è spada per provocare ferite, ma fuoco che le cauterizza, per illuminare feritoie.

Le CHIAVI di chi, fuggendo la tentazione di cercare altro, ha saputo vedere oltre. Ianitor cæli, si diceva di Pietro, ovvero portinaio. E cosa fa un portinaio? Oltre la porta riconosce un amico: il suo sguardo non è noiosamente fissato sulla porta, ma segue l’avventura del cuore che supera la barriera, fino a trasformarla in incontro. Le chiavi che vi vengono consegnate sono quelle che, di fronte alla quotidiana tentazione di barricarsi, vi permetteranno di non dimenticare che la vostra casa è sicura a motivo di chi per amore non smette di bussare. Non sono chiavi di paura, ma di fedeltà.

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La verità del cuore

La verità del cuore si può leggere solo nel pianto commosso di chi da quel cuore si è sentito immeritatamente amato. (altro…)

Questione di autorità

L’autorità non è facciata, ma fondamenta e non ha come contenuto qualcosa di appreso, ma ciò che ho ruminato. (altro…)

Ogni frutto a suo tempo

Puoi illuderti di dare un tempo (breve o lungo) ai frutti, oppure puoi accettare che siano i frutti a dare il tempo. La prima soluzione è rassicurante, produttiva; la seconda è rischiosa, educativa. (altro…)

Pochi trovatori

Forse, dal momento che pochi sono trovatori o comunque pochi sono i momenti in cui sappiamo trovare la via giusta, la vera arte risiede abitualmente nell’umiltà di lasciarsi trovare. (altro…)

Morire di gioia

Morire di gioia. Della tua gioia. Questo è il segreto evangelico del bambino, perché lui sa che la Vita è profezia di gioia e martirio di compassione.

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Solo un orfano muore di fame

Solo un orfano può morire di fame. Così diceva il mio rettore, uomo di missione, ben sapendo che un papà ed una mamma sanno frantumarsi e sbriciolarsi, pur di nutrire.

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Alla giornata

C’è chi vive alla giornata per superficialità e chi per leggerezza. Giornata superficiale è quella che non ha peso o sostanza; giornata leggera è quella di cui si sa cogliere l’essenziale, senza disperdersi. (altro…)

Non accumulare

Accumula quanta terra vuoi, ma hai vita perché l’amore ha piegato il cielo per darti fiato. E mentre Babele cresceva mattone su mattone, sicuramente in qualche insignificante catapecchia lì intorno c’era chi lavorava per la vita, chinandosi con dolcezza, invece di innalzarsi con superbia. (altro…)