Month: Settembre 2018

Ci si aspetterebbe da LUI…

Ci si aspetterebbe da LUI che metta Dio al centro. Ci si aspetterebbe da LUI che osservi i precetti. Ci si aspetterebbe da LUI che respinga la malattia, come errore della vita.

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Bellissima bambina

«È una bambina! È una bellissima bambina!». Lo senti il grido di gioia di Gioacchino? Li vedi gli occhi colmi di meraviglia incastonati sopra il sorriso di Anna? Una bambina è nata, una bellissima bambina. E la liturgia di oggi ci porta in questa piccola stanza ingigantita dalla gioia, senza

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La fatica della novità

La sfida vera per il cristiano è la novità. Novità significa saper investire il presente, poggiando sul passato e proiettandosi al futuro: il digiuno sgradito è quello che ti impedisce il desiderio, soffocandolo con la comodità.

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A tuffarsi dalla riva

Tra la riva desolata e la profondità meravigliosa stanno due soli elementi: una chiamata e una risposta. E la chiamata accade lì, proprio sulla riva desolata, mentre la risposta si invera altrove, al largo. La chiamata si svuota per entrare nel tuo niente e la risposta si lascia riempire per

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Tutto per te

Eppure non è poi così diverso da noi: casa, chiesa, amici, “lavoro”, così come tanti altri, come tutti noi. Eppure c’è qualcosa in questa Sua presenza strategicamente dislocata lungo le strade degli uomini, capace di scacciare lontano il demonio e con lui la divisione. E non vale la scusa «sì,

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Dolore e meraviglia

La guarigione passa dal dolore e la fede passa dalla meraviglia. Inutile edulcorare, perché si deve attraversare il dolore; inutile cercare di prevedere, perché si tratta di lasciarsi sorprendere. E tra dolore e meraviglia si trova una parola particolarmente sanguigna, l’ultimo atto di tentata supremazia sulla propria vita, prima della

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Proprio per me

«Questa è proprio per me!». Penso sia la giaculatoria di Gesù mentre si pone in ascolto della Parola. È un ascolto serio il suo, tanto da fondarsi su di una premessa radicale: questa Parola parla non solo a me, ma di me.

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Non abbastanza

Non so te, ma io quel lungo inciso sull’igiene rabbinica lo trovo invincibilmente fastidioso. Ha due difetti fondamentali: interrompe il discorso facendo perdere il filo e spezza il fiato minando il finale. E penso non sia solamente una questione grammaticale.

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Il talento del frutto

Che consiglio prezioso: se speri di far fruttare il tuo talento, non aspettare di capire quale sia il talento, ma preoccupati di portare frutto! Perché, se è vero che porta frutto ciò che è talento, è ancor più vero che il talento è ciò che porta frutto.

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