Una parola e un’obbedienza

Pare ci siano due elementi in gioco: una parola e un’obbedienza. Il miracolo è frutto di un comando, ma troppo spesso ci illudiamo di essere a noi a comandare, addirittura ci comportiamo come se la parola fosse la nostra da rivolgere a Dio, mentre la nostra vocazione sarebbe obbedire. (altro…)

Roccia

Se io dovessi edificare qualcosa di importante, sceglierei un materiale affidabile, però qui le cose funzionano in modo diverso: Pietro non è affidabile e lo si scopre pochi versetti dopo il nostro Vangelo. Perché scegliere lui, allora? Forse perché, anche se non è affidabile, è capace di affidarsi. (altro…)

Giusto!

Verrebbe da chiedersi che cosa abbiano fatto di male i “molti”, rimproverati in questo Vangelo. Sembrano avere le carte in regola, dal momento che operano sotto la sigla migliore: “nel tuo nome”. Ma qui il problema va in profondità: non si tratta di fare semplicemente una cosa buona, ma di fare la cosa giusta. E la cosa giusta richiede una componente aggiuntiva, rispetto alla cosa buona: richiede un altro. (altro…)

Pastore senza cielo?

Per chi è chiamato ad essere pastore, questo brano è una vera ghigliottina! Non so i miei confratelli, ma da ieri fatico a posare gli occhi su queste parole così vere: «guardatevi dai falsi profeti!». Non ho paura di incontrare un falso profeta, ma di esserlo! Ho paura che la bontà lasci il posto al rabbonimento, il servizio all’asservimento, la liberazione alla conquista, l’amore alla bramosia, la giustizia alla condanna, la grazia alla corruzione. (altro…)

Porci comodi

Per noi che facciamo i nostri porci comodi, peccatori incalliti nello sprecare la vita tra abbracci mai dati e rinunce mia scelte; per noi che, a fare i ricchi, smarriamo fratelli e scialacquiamo tesori; per noi che per superficialità calpestiamo e per arroganza rivendichiamo: per noi è scritto questo Vangelo. (altro…)

Ringrazio che non sia un angelo

Ringrazio che il mio confessore non sia un angelo, ma soprattutto che lui sappia di non esserlo. Camminare con un santo è una grazia, mentre camminare con un angelo è impossibile: lui vola. E il problema è che tu lo sai, quindi, dopo un incantevole periodo passato ad ammirare il suo leggiadro svolazzare, deciderai che lui è tanto fortunato, da rendere inutile l’affidargli la tua sfortuna. (altro…)

Profeta sconvolto

Dalla memoria (radice di Zaccaria) alle viscere (radice di Giovanni), perché Dio non accetta di essere pio pensiero nella mente o devota parola sulle labbra: LUI vuole essere sangue. Sangue che ribolle nelle profondità insondabili di chi ha lasciato che la chiamata frantumasse la dura pietra della sordità, fino a lasciar risuonare libera la sconvolgente verità di un Altro. Ecco il profeta: un uomo visceralmente sconvolto dalla volontà di un Altro su di lui.

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Ovunque Vangelo

Il Vangelo è stato scritto ovunque e con qualunque linguaggio. È Vangelo, chiaramente, quello attestato nelle Scritture; è Vangelo quello incarnato dai Santi; è Vangelo quello che risuona nell’ordine della creazione stessa. E sai cosa ripete? «Non sei solo!». (altro…)

Dono presente

Il presente, dono straordinario del Padre, è la strada, non il traguardo. Non si tratta di attaccarsi al presente, ma di percorrerlo; non si tratta di stringerlo, ma di afferrarlo. Non si tratta di schifare il presente, ma di non soffocarlo; non si tratta si balzarlo, ma di non schiacciarlo. Diciamo che la prima sapienza da domandare è il gusto del compimento, perché la strada è data per arrivare sino a meta. (altro…)

Occhio ai pagani!

Il paganesimo pare avere sue caratteristiche: la tentazione di meritarsi Dio e la tentazione di dimenticarsi il fratello. È pagano credere che Dio se ne faccia qualcosa della nostra preghiera, piuttosto che pensare che la preghiera sia dono da implorare, perché necessaria al nostro peregrinare; è pagano credere che si possa stare alla presenza di Dio nel tempio, occupandosi delle Sue cose, e passare alla strada come luogo dei nostri affari. Siamo ancora pagani, e non poco! (altro…)