La bellezza è sensuale

Sai cosa significa “sensuale”? È una parola composta da “sensus”, che significa senso, e la terminazione “-alem”, che dice relazione di appartenenza. “Appartenenza al senso”, dunque, e, se il senso è quello giusto, “il senso dell’appartenenza”. Nulla è più sensuale di un vero passo di danza, vissuto con l’altro, «non a caso nel tango non ci si guarda mai, ci si sente» [Herman Cornejo]. (altro…)

Soffrire da vincitori

Difficile, ma non impossibile soffrire per arrivare a vincere. Eroico è soffrire da vincitori. Giacomo e Giovanni sono disponibili a fare quell’ultimo passo con LUI, perché si fidano, e sanno che oltre la passione ci sarà qualcos’altro. (altro…)

Il meglio non conosce calcoli

Ieri ho incontrato una persona che è vicina a perdere tutto. La sua storia filava dritta lungo file di calcoli successivi, che portavano alla situazione disperata attuale. Eppure, nonostante la cifra disastrosa, quegli occhi avevano la luce di una vita che sapeva ancora gridare e non si rassegnava ad assumere il valore di un calcolo. Perché nessun uomo è un calcolo e nessuna vita si comprende calcolandola. (altro…)

Sconcerto da trampolino

Perché sconcertati? Perché la ricchezza è una benedizione. Come ha fatto, dunque, a diventare maledizione? Perché il trampolino è diventato muraglia. Ora, prova ad immaginare un campione di tuffo da trampolino che sale la scala, ben determinato a compiere la sua prodezza, ma si fa strada l’insicurezza nel suo cuore, quella smania di possedere ciò che ti sembra di aver conquistato. (altro…)

Tu sei lei

Dopo tutti questi anni
io non smetto di guardarti
qualche volta ancora a bocca aperta
non finisco di capire
non finisci di stupire
come non dovesse mai finire.

[…]

E quegli occhi li conosco
io li ho visti spesso nudi
ma non si vedeva mai la fine
il tuo cuore accelerato
le pupille dilatate
e non mi restituisci il cuore
Dopo tanti anni e un giorno
quando il vento sembra fermo
vieni fuori sempre tu
con quel nome da straniera

[…]

E mi hai salvato tante volte
da qualche tipo di altra morte
andando dritta sulla verità
e mi regali un altro giorno
in cui sembra tutto fermo
ma tutto si trasforma
tutto si conferma
e lasci in giro il tuo profumo
come a dirmi “io ci sono”
come a dirmi sarò sempre qua perché
Tu sei lei
tu sei lei
fra cosi tanta gente
tu sei lei
tu sei lei
e lo sei stata sempre
Se l’universo intero
ci ha fatto rincontrare
qualcosa di sicuro vorrà dire
tu sei lei
come sei
inevitabilmente.

[Tu sei lei, Luciano Ligabue]

La vera missione non è partenza ma fedeltà: niente è più dinamico del compimento, perché il finale è l’energia cinetica della corsa. E poi, si sa, gira all’infinito solo chi ha trovato il centro giusto.

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Come bambini perdere tempo

Sai cosa salva i bambini? Il fatto di non saper leggere l’ora. Perché poche cose sono tanto evangeliche quanto la gratuità del tempo, cioè quella sua dilatazione che lo rende capace di rintoccare tra le pareti immense di un cuore deciso ad amare, libero da preoccupazioni di matematica efficienza. (altro…)

Per sperare nella giustizia

La legge può assumere la forma di una vivisezione, un’operazione clinicamente perfetta, ma che non è interessata alla sopravvivenza del “caso”. Perché il particolare esatto della legge deve tener necessariamente conto della totalità preziosa della persona, dunque il primo va incarnato, mentre la seconda non può essere scorporata. Giusto non è limitarsi alla legge, ma applicare la legge, possibilmente non come fosse una strategia che abbatta, ma come fosse un’armatura che difenda. (altro…)

Il sale brucia

Ci sono quei momenti in cui sei costretto ad osservare tutto ciò che hai fatto o provato a fare e vedi disperdersi tutti i frutti del tuo lavoro. Ci sono quei momenti in cui ti ritrovi a sbattere contro un muro, che obbliga le tue strade a fermarsi ben prima della metà che ti eri prefissata. Ci sono quei momenti in cui tutto si fa oscuro, incomprensibile, e non ti è più dato di vedere e riconoscere niente e nessuno: sei estraneo a te stesso. (altro…)

Molto più di quel che vedo

Non credo ciò che vedo: credo molto più di quel che vedo, altrimenti sarebbe troppo poco. Anzi, proprio perché credo, vedo di più (più cose, più a fondo) di chi non creda e questa “visione in alta definizione” si chiama “contemplazione”. Il problema è che lo stesso sguardo di fede dovrei adottarlo anche verso i fratelli: chi crede in Dio, crede anche nel fratello, dunque non si accontenta di ciò che si possa vedere. (altro…)

Le mani

Le mani sono fatte per essere usate, fino a che non siano consumate. Ma c’è un consumarsi che è sprecarsi e un consumarsi che è compiersi. Grande affidamento facciamo sulle nostre mani, quando si tratta di scalare. Grande parsimonia usiamo verso le nostre mani, quando si tratta di servire. Grande diffidenza proviamo verso le mani, quando sono quelle di qualcuno che si avvicini per raccogliere i cocci della nostra vita. (altro…)