Month: Marzo 2018

invito
Lectiones Divinae

Invito

Il Salmo 95(94), detto grande invitatorio, è un inno di grande sapore deuteronomistico: è l’invito ad ordinare la vita secondo quella Legge, che chiede di diventare regola. Perché non c’è altro invito che conti, se non quello che apra ogni tuo giorno alla Presenza che salva.

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Liberi di restare

A noi che abbiamo tutto, pare che la casa ideale sia quella con la porta sempre aperta in uscita. Quasi che il diritto inalienabile, quello che garantisca un’autentica crescita, sia la libertà di partire. Ma, si sa, la verità è data da Dio in custodia ai poveri.

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Un altro mondo

Forse a volte non Lo capiamo, perché viviamo in un altro mondo. LUI cammina su questa terra per disegnarvi il Cielo, perché sia riconoscibile come tratto del Regno. Noi, invece, spesso preferiremmo che LUI desse una ritoccatina al Cielo, così che assomigli un po’ più a questa terra.

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Cuore di papà

Questa angoscia del cuore di un papà e di una mamma sembra un errore, qualcosa che si poteva e si doveva evitare. Eppure, se l’amore non è disponibile all’angoscia della mancanza dell’altro, non è amore, perché non è libero e non è liberante: tu non ti allontani e lui non

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Il Re si è alzato!

«One son died, his spirit is revisitin’ us, truant livin’, livin’ in us, resistance is us. […] King pointed to the mountain top and we ran up» [John Legend & Common, Glory] Ma quale Gloria siamo venuti a cercare? Perché LUI ci ha indicato una sola Gloria, quella che sta

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Non basta convincersi

Questo Vangelo è una storia di separazione, di frammentazione di una comunità. Eppure lo sguardo degli occhi era rivolto nella direzione giusta: tutti stavano guardando Cristo. Ma lo sguardo del cuore? Perché poi questo conta: la ragione profonda che ti muove a guardare il mondo.

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Ma quale mistero?

Si sa o no chi sia questo Cristo? Ci sono quelli che dicono di saperlo, e rimangono intrappolati nell’illusione del “dio a mia misura”; e ci sono quelli che dicono di non poterlo saperle, rimanendo esiliati nella condanna del “non sarò mai alla misura di Dio”. Il problema è ciò

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Lasciarsi amare

Ma se ci lasciassimo amare da Dio? Perché gloria di un padre è la gioia profonda del figlio che si senta amato; e forza di un uomo è il rassicurante sguardo del fratello da cui si senta amato. «Non avete in voi l’amore di Dio»!

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Anche il padre e anche io

“Padre” non dice semplicemente di una presenza, ma di una presenza che mi riguardi così da vicino, da decidere i connotati del mio stesso essere presente.

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Uno per volta

Perché ne guarisce uno solo? Perché poteva metterne in piedi tanti (anche tutti), ma accompagnare nel cammino solo uno per volta. E la scommessa non si vince calcolando i numeri presenti al grande evento, ma seguendo le orme sulla strada: guarire non è riempire la piazza, ma tracciare la strada.

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