Carissima Maria

Carissima Maria, infuocata apostola mia,
chissà che provi ogni anno a quest’ora…

«Quando vedrò il suo volto?», sembra dire, scolpendo su pietra, il tuo ormai silenzioso pianto…perché tu sei maestra anzitutto dell’assenza. Stai lì, davanti ad una pietra, con la stessa passione con cui stavi ai Suoi piedi: ascolti il Suo silenzio con la stessa obbedienza che sapevi riservare alla Sua Parola. (altro…)

Carissimo Pietro

Carissimo Pietro, pastore mio amato,
questa seconda notte santa la voglio affrontare al tuo fianco.

Anzitutto ci tengo a raccontarti un piccolo episodio. Questa mattina, poco dopo le 12.00, sono uscito dal mio confessionale e, mentre mi dirigevo verso l’uscita, ho pensato come quelli fossero gli ultimi istanti per vedere Gesù, prima di dover sperimentare la Sua assenza. Tempo di realizzarlo, vedo il parroco che porta via la pisside. Mi sono sentito smarrito e il tuffo al cuore deve aver provocato una tale implosione delle mie viscere da farmi scendere una lacrima. (altro…)

Carissimo Giuda

Carissimo Giuda, fratello mio amato,
non potevo che scrivere immediatamente a te in questa notte santa!

Non voglio spingerti a facili illusioni: in questo Cenacolo, che, attraversato ogni tempo, è giunto in questo “oggi”, nessuno di noi ha il coraggio di identificarsi con te. Non godi di particolari simpatie tra noi, discepoli del tuo stesso Signore, ma tra noi e te, ad essere onesti, la distanza non è poi più grande che rispetto agli altri undici. Anche perché, se LUI ti ha scelto tra i dodici, significa che in ogni Cenacolo della storia c’è posto per tutti, anche per il traditore.

E io questa sera voglio sospendere l’ipocrita tiro a segno contro la tua figura per sospirare e dire serenamente: menomale che ci sei, Giuda, fratello mio amato! (altro…)

Ad un passo dal “tutto”

Ad un passo dal “tutto” arriva la tentazione del “di più”. Non dovrebbe sembrare strano, perché a ben guardare accade in ogni ambito della nostra vita: “l’affanno dell’ultimo minuto” morde la preghiera («ho già fatto abbastanza, no? Ora posso anche smettere»), morde l’amore («mi pare di aver già dato, ora avrò ben diritto a qualcosa per me?»), morde la stima di te stesso («al massimo finisco un’altra volta, ora faccio altro»). (altro…)

Domandare per attrazione

«Rabbì, dove dimori? […] Signore, dove vai?». Tra la prima domanda dei discepoli e la domanda del primo dei discepoli passa un cammino intero dietro a LUI. Eppure, quel che all’inizio era illusione, ora diventa errore: non Lo segui perché speri di raggiungerLo, ma perché LUI ti viene incontro. (altro…)

Le donne lo sanno

C’è una regola pastorale scritta nelle donne evangeliche: sprecare fino a morire. E forse è proprio questo il “genio femminile”, di cui dovremmo metterci in ascolto, per imparare di nuovo a sprecare tempo per accudire, sprecare silenzi per ascoltare, sprecare prospettive per accompagnare, sprecare lacrime per compatire, sprecare talenti per servire, sprecare tesori per amare. (altro…)

Figlio!

Figlio, l’alma t’è ’scita,
figlio de la smarrita,
figlio de la sparita,
figlio attossecato!

Figlio bianco e vermiglio,
figlio senza simiglio,
figlio, e a ccui m’apiglio?
Figlio, pur m’ài lassato!

Figlio bianco e biondo,
figlio volto iocondo,
figlio, perché t’à el mondo,
figlio, cusì sprezzato?

Figlio dolc’e placente,
figlio de la dolente,
figlio àte la gente
mala mente trattato.

[Jacopone da Todi, Donna de Paradiso]

Se non vuoi perdere il Re, allora devi ricordare il Figlio. Perché questo Re è quello stesso Figlio vergognosamente povero e indifeso in Betlemme: Gerusalemme incorona la piccolezza di Betlemme e il silenzio di Nazareth. Chi incoroni bramate grandezze o incantevoli proclami, non incorona il Cristo.

#scrivimisulcuore

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Uno solo per tutti

Sarebbe bello poter dire che Caifa si sbagliasse, ma non è possibile: la sua parola, anche se solo per un istante, ha tutta la potenza e la prepotenza di un vaticinio profetico. Sarebbe bello poter dire che sia un errore il dover sempre far ricorso al sacrificio per favorire la comunione, eppure non c’è altra strada: qualcosa deve morire, perché tutto sia salvato. (altro…)

Ci si ama inseguendosi

Se Betlemme inquadra l’inizio nei confini di una vicinanza, Gerusalemme “soqquadra” il compimento negli “sconfini” della lontananza. Potremmo dire che in principio viene, ma alla fine se ne va; l’inizio è sempre il Suo cercarmi, ma alla fine sono io che devo scegliere di cercarLo. (altro…)

O è pazzo o è Dio

«Chi credi di essere?»: se non Gliel’hai mai chiesto, allora non Lo hai mai conosciuto. Perché non appena Lo incontri davvero, LUI si presenta con pretese folli, come quella di essere Dio ma anche uomo, irraggiungibile e vicinissimo allo stesso tempo. (altro…)