Il fratello è il primo giorno

William and Harry 1989Il primo giorno di scuola è tragico per tutti: è un po’ il primo banco di prova della vita. Mamma e papà ti aiutano a prepararti al meglio, vestito di tutto punto e attrezzato con quello zaino, che in mezzo a tutti gli altri ti pareva il più bello. Anche la colazione è studiata ad hoc: quel mattino in tavola c’è tutto quello che ti piace di più. Eppure nessuno di questi sforzi sembra servire quando si varca la soglia di casa. Lì fuori c’è il mondo, c’è la sfida di tutta una vita da costruire e le gambe tremano, mentre qualche lacrima è richiamata dagli occhi. Allora capisci: la tua missione può anche essere perfettamente “attrezzata” e progettata, ma senza qualcuno a fianco rimarrà inefficace, perché non giungerai mai al primo passo, quello che cambierà la tua storia e quella di chi ti sta intorno. Allora e solo allora, mentre provi la vertigine di trovarti solo intorno al mondo, capisci quanto sia bello poter alzare lo sguardo e vedere a fianco tuo fratello. È lui la vera “cosa necessaria” per la tua missione. «e li inviò a due a due»…

PS: meno piani pastorali, letterine e letterone, progetti ed eventi e più fraternità, costruita con la cordialità del “fianco a fianco” e la fedeltà del “davanti a LUI”. Perché il fratello è il mio primo giorno, sempre.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di Luca (10,1-9)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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