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Udibile udito

La Parola, perché sia udibile, deve essere udita: non c’è annuncio senza obbedienza! Come quando dici, giustamente, ad un bambino di non dire parolacce e lui ti rinfaccia il tuo continuo imprecare: la parola va creduta per divenire credibile. E non sarà la parola a condannarti al silenzio, bensì la tua sordità ad essa, perché non risuona ciò che non è disponibile a lasciarsi percuotere fino alla più intima vibrazione. La parola non è la giustificazione del comando, ma la pretesa dell’obbedienza: sotto di essa, ogni annunciatore non può che dirsi sempre e di nuovo discepolo.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Giovanni 

In quel tempo, Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

[Gv 12,44-50]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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