sei un fiore

Sei un fiore

Si usa dire a qualcuno che sia particolarmente in forma: «guardati: sei (o “stai”) un fiore!». Perché ci si innamora facilmente di un fiore, salvo poi rimanere delusi quando, dopo un tempo sempre troppo breve, si sperimenti quanto sia effimera la sua bellezza. Verrebbe allora da chiedersi se le fioriture della vita, istanti luminosi di gioia, siano disseminati tra le tortuose strade della fatica, della incomprensione, della disperazione, come una specie di inganno, destinato a deludere. Perché il fiore non può essere incorruttibile? Perché la vita non è un fiore, ma è un frutto. Se la vita fosse un fiore, scopo dell’esistenza sarebbe abbellirsi, ma, dal momento che è un frutto, pare evidente come lo scopo sia abbellire. Non si vive per sopravvivere, ma per donare vita: questa è la lettera d’amore scritta sui petali cadenti di un bellissimo fiore. Teologia amara e dolce quella del fiore, che scopre il compimento della propria bellezza quando muore nel frutto.

#scrivimisulcuore

*omelia nella festa patronale di Santa Rita, Torino

+ Vangelo di San Giovanni

“Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.

[Gv 15,1-14]

don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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