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Quale pace?

Ma quale pace? Non quella del mondo perché non è distanza dal nemico, ma vicinanza da amico; non è evitare il male, ma essere il bene;  non è non togliere la vita, ma donare la propria. Pace che non ci lascia in pace, pace che è tutt’altro che neutrale, perché prende posizione, quella più vicina al più lontano. Pace che non è decreto straordinario, ma scelta ordinaria, perché non si impone per autorità, ma si propone per autorevolezza. L’autorevolezza di un’amicizia che si presenta nella prossimità e che crede e spera in un cambiamento, per il quale nessuno è spettatore, ma tutti pionieri.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

[Gv 14,27-31a]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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