Lotta per essere mondo

Per essere santi, per seguire davvero il Signore, è necessario lottare. Il cristiano è, quasi per definizione, un lottatore. Effettivamente molto spesso ricopriamo questa parte, se troviamo il coraggio della testimonianza. Problema: altrettanto spesso battiamo l’aria. Già, perché l’arte della lotta spirituale, l’ascesi, richiede una presa di coscienza fondamentale: chi sia il nemico in questa lotta. Ebbene: il nemico non è anzitutto il mondo. Il cristiano non è chiamato a tirare pugni a destra e a sinistra. Obiettivo dell’ascesi è essere mondo, dunque il nemico sono io. Lo ricorda bene San Benedetto, che nel capitolo IV della Regola, parlando degli strumenti delle buone opere, prescrive: «rinunziare interamente a se stesso per seguire Cristo». Ecco la nostra battaglia: rinunciare a noi stessi, per seguire LUI! Mortíficati, butta via ogni giorno qualche “io voglio”, lotta contro il pesantissimo “a me piace”, e scoprirai la Sua volontà per te! Lotta per essere mondo e vedrai quanto il mondo sia bello!

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di Marco

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
[Mc 7,1-8.14-15.21-23]
don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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