Forse solo Dio basta

Forse solo Dio basta

La sfida del radicamento si gioca nell’agone del raccolto, della potatura e dell’inverno, perché la domanda della vita nella Vite si esprime così: solo Dio basta?

Ma, se IO fossi per te raccolto,
e mi presentassi a te
proprio nel pieno
della maturazione del colore e del profumo
e, senza chiederti il permesso,
ti portassi via quei frutti,
per i quali hai dato tutto te stesso,
ecco, se IO fossi per te raccolto,
tu mi seguiresti ancora?
O forse tu vuoi gustare altri frutti,
forse hai attaccato il cuore ad altri frutti,
forse desideri altri frutti.
Se IO fossi per te raccolto,
tu mi seguiresti ancora?

E, se IO fossi per te potatura,
e mi accostassi a te
appena prima
che la desiderata gemma germogli
e, con decisione,
dessi un impietoso taglio a quel ramo,
nel quale hai riposto ogni speranza,
ecco, se IO fossi per te potatura,
tu mi seguiresti ancora?
O forse tu hai altre prospettive,
forse cerchi solo conferme a ciò che tu hai progettato,
forse sei disposto anche a svendere te stesso per i tuoi desideri,
forse chiedi un compagno e non cerchi la Via.
Se IO fossi per te potatura,
tu mi seguiresti ancora?

Infine, se IO fossi per te inverno
e ti conducessi
al limite della sopravvivenza,
se ti spingessi in interminabili deserti,
fino a farti pensare
che possa essere meglio morire,
perché già ti senti morire,
ecco, se IO fossi per te inverno,
tu mi seguiresti ancora?
O forse tu vuoi solo sopravvivere,
forse sai lottare solo per cavartela,
forse ti importa solo di vincere,
forse sei disposto anche a barare.
Se IO fossi per te inverno,
tu mi seguiresti ancora?

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

[Gv 15,1-8]

don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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