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È colpa mia.

È colpa mia.

Perché vorrei continuare a giocare
al buono che elimina il cattivo,
ma è urgente che riconosca in me
la cattiveria con la quale non è lecito giocare.

Io, che costruisco lager di diffidenza,
gulag di pregiudizio,
foibe di discriminazione.

Io, fariseo per incoerenza,
settario per indifferenza,
criminale per convenienza.

È colpa mia.

Perché vorrei impegnarmi a ricordare,
senza decidermi a pensare;
vorrei sedermi a giudicare,
senza camminare per cambiare.

Io, che uso gli occhi per bramare,
le mani per ferire,
i piedi per scappare.

Io, nazista per superbia,
fascista per violenza,
comunista per convenienza.

È colpa mia, Signore.

Perché mi piace il mondo in bianco e nero,
quello facile da gestire,
perché sta tutto in un sistema
semplice da capire.

Io, che zittisco il vangelo raccontato dagli altri,
che acceco il miracolo in casa degli sconosciuti,
che chiudo il sepolcro sulle sconfitte del mondo.

Io, il peggiore degli atei,
perché capace di credere
che in qualcuno non ci sia una briciola di bene.

È colpa mia, Signore.

Allora, Signore, facciamo così:
ricordami sempre che è colpa mia,
ma soprattutto, Signore,
ricordami che almeno tu mi hai perdonato.

don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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